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Il fagiolo zolfino venti o trenta anni fa ha rischiato di scomparire,
ed ora è minacciato da falsari ed imitazioni.
Era sopravvissuto soltanto negli orti di pochi contadini, a
causa della scarsa produttività - rispetto alle varietà
più diffuse - e per le difficoltà di coltivazione:
è un fagiolo estremamente delicato e soffre delle forti
escursioni come i picchi di caldo estivi e le gelate primaverili.
Poi, l’Associazione del Fagiolo Zolfino del Pratomagno
e l’Associazione Agricoltori Custodi ne hanno rilanciato
la produzione, promuovendo una commercializzazione rivolta anche
ai ristoratori.
Il fagiolo zolfino è piccolo, rotondo, giallo e con la
particolarità di una buccia molto sottile. Quando è
cotto, è saporito, delicato e cremoso e si scioglie in
bocca come burro. Si mangia lesso, condito con l’olio
extravergine di queste parti (forte, intenso, fruttato) e adagiato
su fette di pane toscano abbrustolito.
Nelle famiglie usava cuocerlo per una notte intera nel fiasco
o in un tegame sistemato nel forno a legna, dopo aver sfornato
il pane. Il giorno dopo, gli avanzi erano perfetti per la ribollita.
DOVE SI TROVA
• Associazione Fagiolo Zolfino del Pratomagno,
Penna tel. 055 9705039
www.ilfagiolozolfino.it
- info@ilfagiolozolfino.it
• Associazione Agricoltori Custodi, Loro
Ciuffenna - tel. 055 9172277
• Peruzzi Valdemaro, loc Risala Cicogna
tel. 055 9703924 (per legumi e ortaggi)
• Fiera del 1° Maggio a Penna e Fiera del
Perdono a Terranuova, fine settembre